Settembre 2026
⭐ LA MODA IN JEANS -
LA STORIA ROMANTICALA NASCITA DELL’IDEA
La mia idea nasce negli anni Settanta, in un’Italia che correva veloce, dove la moda parlava ai giovani e il jeans era il simbolo di una generazione ribelle. Io invece guardavo altrove. Guardavo dentro la mia vita.
Avevo 29 anni, ero sposato, e avevo già tre splendide donne che riempivano la casa e il cuore: Iolanda, mia moglie, Monica e Ale, le nostre figlie. Tre sorrisi, tre responsabilità, tre motivazioni. E un portafoglio vuoto. Ero squattrinato, ma ricco di orgoglio: non volevo chiedere nulla ai miei genitori. Non potevo inseguire le grandi aziende di jeans. Dovevo usare il cervello. Dovevo guardare dove nessuno guardava.
LA NICCHIA DEI 40 ANNI IN SU
Tutti correvano dietro ai ragazzi. Io vedevo le signore e gli uomini dai 40 anni in su: eleganti, raffinati, abituati alla qualità, ma lontani dal mondo del denim.
Per loro il jeans non era un capo da sera, non era rappresentanza, non era gesto. Io volevo cambiare questo destino: volevo dare al jeans una nuova vita, farlo entrare nelle serate importanti, nei locali dove si respirava cultura, stile, personalità.
Il jeans doveva diventare un’emozione, non solo un indumento.
⭐ LA LUCE DEL LAMÉ E DEL LUREX
Per farlo serviva qualcosa che il jeans non aveva mai avuto: la luce.
La luce arrivò dal Lamé e dal Lurex: filati luminosi, vibranti, capaci di trasformare il denim in una materia che brillava, che raccontava, che emozionava.
Era il 1974. Avevo creato qualcosa che sarebbe arrivato quarant’anni prima delle tendenze di oggi.
Per farlo serviva qualcosa che il jeans non aveva mai avuto: la luce.
E la luce arrivò dal Lamé e dal Lurex: filati luminosi, vibranti, capaci di trasformare il denim in una materia che brillava, che raccontava, che emozionava.
Un jeans che non si indossava per comodità, ma per scelta. Un jeans che non si portava per abitudine, ma per stile. Un jeans che entrava nelle serate come un invito, non come una sfida.
Era il 1974. E avevo creato qualcosa che sarebbe arrivato quarant’anni prima delle tendenze di oggi.
⭐ LA COLLABORAZIONE CON LA GFT DI TORINO
Per trasformare un sogno in realtà serviva un partner capace di capire la forza dell’idea. La GFT di Torino, una delle realtà industriali più importanti dell’epoca, vide subito ciò che molti non vedevano.
Insieme iniziammo la sperimentazione: • prove tecniche sui filati luminosi • adattamenti del Lamé e del Lurex al denim • studio della resa visiva • test di resistenza e comfort
La GFT portò struttura, metodo, qualità. Io portai la luce, la visione, la rottura degli schemi.
Da questa collaborazione nacque un capo che non esisteva, che non assomigliava a nulla, che anticipava il futuro: il Jeans da sera, elegante, luminoso, diverso da tutto ciò che il mercato conosceva.
⭐ PRESENTAZIONE DELLA PRIMA COLLEZIONE BJEANS JOUR · SOIR
La prima collezione della Brader Jeans / BJeans nasce con un’idea che nessuno aveva mai osato: raccontare il Giorno e la Notte attraverso il jeans.
Il Giorno rappresenta la vita reale, la luce, il lavoro, la quotidianità. La Notte rappresenta la magia, la scena, l’eleganza, il riflesso.
Due momenti diversi, due emozioni diverse, un solo capo che li unisce: il Jeans da Giorno e da Sera.
Questi disegni sono i primi simboli della rivoluzione BJeans: il jeans che vive tutto il giorno, il jeans che entra nella notte, il jeans che diventa moda, stile, identità.
⭐ JOUR · SOIR IL GIORNO E LA NOTTE DELLA BJEANS
Il Giorno era rappresentato da linee pulite, simboli della quotidianità, della vita reale, della luce. Il Jeans da Giorno era pensato per chi volesse eleganza senza rinunciare alla praticità.
La Notte era il regno della magia. Il disegno del Jeans da Sera mostrava una figura riflessa, un gioco di luce e ombra, un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà. Era il simbolo della trasformazione: il jeans che diventa scena.
La collezione Jour · Soir è il cuore della BJeans: la luce del Lamé e del Lurex, la forza del denim, la visione di un capo che anticipa di quarant’anni il futuro della moda.